La torre nella torre. Riuso e risemantizzazione di Torre Rinalda a Lecce
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2036-1602/24945Parole chiave:
risemantizzazione architettonica, riuso adattivo, tutela del patrimonio architettonico, rovine, Torre Rinalda, LecceAbstract
Negli ultimi due secoli – da quando si è sviluppata una consapevole cultura della tutela – la nozione di rovina ha fortemente polarizzato le opinioni degli architetti: i restauratori l’hanno considerata come un frammento da usare per ricostruire l’edificio perduto; i conservatori, invece, ci hanno visto dentro la fine del ciclo vitale di un edificio. Malgrado questi due atteggiamenti fossero animati da mentalità opposte, essi condividevano la convinzione di affermare una verità: nel primo caso, la verità della compiutezza della forma originaria; nel secondo, la verità dello scorrere del tempo. Queste verità ritrovavano il loro denominatore comune nel considerare la rovina come una testimonianza del passato. Eppure la rovina è qualcosa di più e di diverso da questo. Essa possiede uno spesso ignorato potere evocativo che può dar vita a un edificio diverso da quello che essa era in origine. In altre parole, può tornare a vivere trasformandosi. Questa trasformazione può essere di due tipi: la prima ignora la storia dell’edificio e riduce la rovina a un pittoresco objet trouvé; la seconda, al contrario, considera quella stessa storia chiedendosi quale possa essere il suo ruolo nel presente. Questo progetto per Torre Rinalda a Lecce – una torre d’avvistamento costruita nel XVI secolo ora in rovina – indaga la seconda opzione, dove il vecchio edificio ispira quello nuovo generando uno slittamento semantico che può essere chiamato “risematizzazione”.
Downloads
Pubblicato
Come citare
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2026 Nicola Delledonne

Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.