Un white elephant come opportunità: trasformare l’approccio al patrimonio immobiliare pubblico
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2036-1602/22762Parole chiave:
ambiente costruito, patrimonio immobiliare pubblico, qualità edilizia, bene comune, boomer buildingsAbstract
Il patrimonio immobiliare pubblico si connota come deposito stratificato di valori collettivi, generato da differenti processi di lungo termine, in cui si rispecchia un intreccio di politiche istituzionali ed evoluzioni socioeconomiche osservabili alla macro e microscala. Vastità, Varietà e Variabilità sono le principali caratteristiche che ne ostacolano una gestione soddisfacente, come dimostra il suo generalizzato stato di conservazione e di uso, aggravato dall’epoca di costruzione (boomer buildings), che lo trasforma in un lascito scomodo piuttosto che in una reale opportunità, al pari di un white elephant.
Dopo decenni di tentativi governativi e sotto la spinta delle recenti direttive comunitarie, nel nostro Paese è in atto uno sforzo di rinnovamento metodologico per gestire gli immobili pubblici, distinguendoli in beni strumentali, a reddito o inutilizzati.
Questo contributo, frutto di riflessioni che scaturiscono da sperimentazioni progettuali condotte negli ultimi vent’anni in ambito accademico, prende le distanze da un approccio settoriale, introducendo una chiave di lettura del patrimonio immobiliare pubblico che possa fornire una base unitaria a un approccio flessibile. Le quattro componenti di qualunque prodotto tecnologico (hardware, software brainware e technology support net) sono proposte per tener presenti organicamente gli aspetti tecnici, procedurali ed etici che coesistono nella formazione e inevitabile trasformazione del patrimonio immobiliare pubblico, inteso come bene comune.
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