MNAD Milano. Trasformazioni di un patrimonio complesso, tra materiale e digitale
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2036-1602/22647Parole chiave:
riuso adattivo, patrimonio architettonico, tecnologie digitali, conservazione, trasformazione urbanaAbstract
Istituito nel 2021 dal Ministero della Cultura, il Museo nazionale dell’Arte digitale di Milano è chiamato a una duplice sfida: documentare e rendere accessibile al pubblico quella parte dell’arte contemporanea che utilizza le nuove tecnologie nei processi creativi, nonché realizzare un’articolata operazione di recupero e rifunzionalizzazione che coinvolge l’edificio ipogeo dell’ex Albergo Diurno di Porta Venezia e uno degli attigui Caselli Daziari. Quest’esperienza si configura come paradigmatica, sia per la natura intrinseca dei due immobili, che appartengono a epoche, tipologie e stili architettonici differenti, sia per l’influenza dei fattori contestuali che orientano le scelte di intervento, entrambi aspetti che richiedono valutazioni critiche di elevata complessità.
In questo contributo, l’iniziativa di trasformazione viene presentata attraverso l’analisi di tre nuclei tematici: la pluralità di procedure e attori per mobilitare risorse e coordinare l’operato congiunto di soggetti pubblici e privati; il compromesso tra la conservazione dell’architettura costruita e l’introduzione della nuova funzione culturale; lo stratificato sistema di relazioni urbane, rispetto al quale la realizzazione del Museo si pone come occasione irripetibile per innescare il ripensamento di un brano di città ancora non pienamente risolto.
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