Fantasmi urbani: tre progetti per Roma
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2036-1602/22215Parole chiave:
progetto urbano, finanziarizzazione, paesaggio, politiche, RomaAbstract
Questo saggio indaga gli scenari, le potenzialità e le strade intraprese per riconfigurare le relazioni tra soggetti (pubblici-privati) e procedure amministrative finalizzate al recupero di manufatti parte del patrimonio pubblico di Roma. Attraverso l’illustrazione di tre casi studio sono analizzati gli aspetti del rapporto tra istituzioni e comunità locali, tra interessi economici e modalità di definizione della domanda.
I casi sono selezionati in quanto dispositivi sociotecnici che permettono di interrogare la natura del patrimonio pubblico e il suo possibile utilizzo quale strumento per intervenire nelle dinamiche di formazione della rendita urbana.
Vengono analizzate le modalità di formazione della domanda per il progetto, gli impatti previsti, i soggetti coinvolti, le ragioni di successo o insuccesso. In particolare: il recupero della ex fabbrica Mira Lanza, inserito nel programma internazionale Reinventing Cities, che permette a consorzi di soggetti privati di proporre programmi di sviluppo e gestione dei luoghi a partire da mix funzionali fissati; il progetto Porto Fluviale Rec-House per la trasformazione in abitazioni di un edificio militare occupato nel 2003, una procedura innovativa che ha visto co-progettare istituzioni, università, reti territoriali e occupanti; Anello verde, un progetto urbano che guarda al patrimonio comunale costituito dagli spazi aperti come occasione per lo sviluppo di politiche per il ripensamento di previsioni di crescita non realizzate.
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